"Così è stata evitata in extremis la crisi delle carte di credito. La catastrofe sembrava vicina, ma i dati sulle insolvenze oggi dicono il contrario. Lezione per i mercati."
Così titolava Il Foglio del 19 agosto 2009: nell'articolo veniva pubblicata l'intervista a Gianpaolo Luzzi di cui riportiamo uno stralcio.
"[...] E in Italia? “Le sofferenze, ovvero i ritardi di pagamento di più di 6 mesi – spiega Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin, Associazione del credito al consumo e immobiliare – sono a livelli fisiologici nel nostro paese, nel 2008 al 5,8 per cento”. “Ma dal settembre dello scorso anno c'è stato un forte incremento della diffusione delle carte revolving”, dice al Foglio Gianpaolo Luzzi, autore di “Siamo tutti debitori” (Elliot edizioni). A differenza delle normali carte “a saldo”, le “revolving” consentono di rateizzare il pagamento della merce acquistata, con un costo aggiuntivo per il cliente per gli interessi sul finanziamento. “Ora le revolving sono utilizzate per pagare le rate arretrate. Così, per far fronte a dei debiti, ci si indebita ulteriormente. Serve informazione vera, non burocratica, per spezzare il circolo vizioso”. Ma la recessione, paradossalmente, può aiutare: “Se non altro a ricordare che, come spiegano gli economisti Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, c'è un filo rosso che, da otto secoli, lega ogni crisi: l'indebitamento generalizzato, pubblico o privato che sia”.


